Gli abbraccia non dati

In questo periodo di grande distanza per il covid, mi sto chiedendo dove siano andati gli abbracci, le strette di mano, i sorrisi non dati e non ricevuti. 
Ci sarà un cimitero anche per quelli? 
E il nostro corpo che non ha ricevuto, come starà? 
La terza ondata di contagi ci sta mettendo duramente alla prova, e i sentimenti di allarme quali rabbia, ansia e paura permeano quotidianamente la nostra giornata. Stiamo tutti chiedendo a noi stessi un enorme sforzo, una grande fatica. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare, il nostro corpo è abituato a fare tremende fatiche, fatiche che sono rimaste scritte nei nostri geni da migliaia e milioni di anni.
Allora perché non affidarci proprio alla saggezza del nostro corpo?
Questo strumento meraviglioso che ci porta in giro ogni giorno, ha bisogno di sole, aria, ma se non si può, allora abbracciatevi! Abbracciatevi con chi potete e se vivete da soli, abbracciate il vostro animale domestico, un peluche, un albero; perché il nostro corpo ha fame di contatto, si auto regola in questo, si calma, si rilassa, e ci dona un senso di pace. E abbracciati, anche solo al nostro cuscino, possiamo sognare, perché: “nulla può accadere se prima non lo abbiamo sognato”. (cit.)


Dr.ssa Jlenia Frasca

Psicologa Psicoterapeuta Formatrice

Giovedì 1 Aprile 2021

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